Quest’anno per il ponte del 25 aprile, Lorenzo ed io, abbiamo pensato di passare un paio di giorni a Parigi. Lui, per lavoro o piacere, c’era già stato. Io ancora no. Così prenotiamo il volo e l’hotel. L’hotel scelto, si trova nel Quartiere Latino ed ha la caratteristica di avere il bagno trasparente, idea che a me non entusiasma poi molto, ma alla fine cedo ed ha il letto in lievitazione (ovvero non ha gambe che lo sostengono).
Così il 26 aprile dopo un treno, una sita e un aereo arriviamo all’aeroporto CDG, ci muniamo di biglietto per il TGV e partiamo alla volta del Quartiere Latino. L’hotel non è distante dalla fermata e una volta giunti a destinazione saliamo per lasciare i bagagli. La stanza è immersa nel buio, illuminata soltanto da lampadine al neon, ed è davvero molto piccola. Si fa fatica a muoversi. In un primo momento, visto che di trasparente c’è solo la doccia e il lavandino, pensiamo che il bagno è fuori dalla stanza, ma ci rendiamo subito conto che quello che sembra uno sgabuzzino in realtà è il bagno
(chi soffre di claustrofobia è meglio che non ci entri!). L’unica nota positiva che ha risollevato il morale a Lorenzo è la macchiana del caffé della Nespresso, subito utilizzata! Lasciamo la stanza per un rapido giro del quartiere. Ci troviamo così a passeggiare nelle affollate stradine, piene di turisti, ma molto colorate nonostante il brutto tempo. Ad ogni passaggio l’odore delle spezie e del pane cattura la tua attenzione e non puoi non fermarti a fotografare le migliaia di boulangerie che tappezzano le strade! Decidiamo di entrare a visitare il Pantheon e la sua cripta, oltre a poter ammirare il magnifico pendolo di Foucault. Arriviamo fino a Notre-Dame, ma vista l’ora decidiamo di rimandare a domani la visita della cattedrale. Finiamo così con l’arrenderci a questi profumi e entriamo in quella che è una creperia. Assaggiamo per la prima volta la “GALETTE” (sono simil-crepes salate ma più croccanti e meno elastiche, preparate con farina di grano saraceno) e il sidro. Stanchi, dopo cena, decidiamo di tornare in hotel.
Fuori piove forte, i nostri piani di visitare i Giardini di Luxembourg, sono stati sabotati. Optiamo pertanto di entrare a visitare la Sainte-Chapelle. Muniti di ombrello aspettiamo il nostro turno per entrare. Visto che è all’interno del Palazzo di Giustizia bisogna passare il controllo prima di entrare nell’edificio. Una volta là scopro con enorme piacere che nei musei possono entrare gratis i ragazzi fino a 25 anni di età! Mi godo la cappella con rinnovato piacere! Una parte è in fase di ristrutturazione per tanto non si può ammirare una vetrata, ma nel complesso è molto bella! Prossima tappa Notre-Dame! Non c’è l’ombra né del Gobbo, né tantomeno di Esmeralda, ma la cattedrale ha un enorme fascino, all’interno mi delude un po’, ma nel complesso un posto da visitare senz’altro. Visto che la pioggia non accenna a rallentare scegliamo di andare al Louvre. Anche qua l’ingresso per me è gratis. E’ immenso, ma per fortuna una cartina ci viene in soccorso!
Per visitarlo tutto non basterebbe una giornata, ma noi decidiamo di seguire i punti indicati dalla mappa e visitare i quadri e le sculture principali. Passiamo da “La Venere di Milo” a “Amore e Psiche”, da “Le nozze di Cana” un quadro enorme, osservato da pochi perché di fronte a se ”La Gioconda” che gli ruba tutti gli sguardi. Per fare una foto con la donna dal sorriso emblematico, bisogna farsi spazio tra la folla. Passiamo poi al codice di Hammurabi, per concludere con un po’ di foto nell’immensa sala piena di gente. Una volta fuori, notiamo con piacere, che finalmente è uscito il sole e finiamo col prendere una baguette in un chioschino all’ingresso dei giardini de le Tuileries e ci sediamo dopo ore in piedi ad ammirare le bellezze del Louvre. Niente metro oggi. Una camminata infinita dai giardini de le Tuileries fino agli affollati Champs-Elysées fino ad arrivare a l’Arc du triomphe! Stanchi, ma non troppo prendiamo il metro e scendiamo alla fermata della Tour Eiffel. Foto a non finire, ma ci ripromettiamo di tornare domani sera ad ammirare lo spettacolo di luci.
Il mattino seguente nonostante le nuvole grigie minaccino pioggia, il tempo tiene fino a farci arrivare a Pigalle. La vista del Moulin Rouge, mi delude! In realtà l’intero quartiere, so che è rinomato per i suoi sexy shop, ma così mi pare davvero degradante. Il tempo grigio forse non migliora… Per arrivare al Sacre Coeur o si percorre una serie infinita di gradini oppure si sale con una funicolare. Secondo voi, noi cosa abbiamo scelto? Ovviamente la serie infinita di gradini. Ci vorrebbe l’ossigeno una volta su per chi è fuori allenamento come noi! La vista comunque è unica. Il quartiere dei pittori a Montmartre è super affollato da turisti. Tant’è che non riusciamo ad apprezzarne a pieno questa piazza e i suoi artisti. Fuggiamo dalla calca con i mano dei buonissimi macarons (È un dolce a base di meringhe comunemente farcito con marmellata e richiuso da due biscotti.). Entriamo nel pomeriggio a Le Galerie Lafayette, un po’ come Harrods a Londra. Quando stanchi torniamo verso l’hotel facciamo sosta in una boulangerie per una birra e una Orangina.
Il nostro weekend parigino termina con la vista notturna della Tour Eiffel, splendida illuminata! Sicuramente le molte boulangerie e patisserie mi hanno conquistata, come le baguette e i croissant. Conto già di tornare a gustare le meraviglie di questa splendida città, magari la prossima volta ci sarà il sole
Un abbraccio



