Tutti a tavola!
26 mag 2012 2 commenti
in Tavola Etichette: bruschette, estero, gusto, Julie/Julia, profumi, sapori, tavola
Se da piccola mi avessero chiesto: “Qual’è il tuo piatto preferito?”. Sicuramente avrei risposto: “Pasta al pomodoro!”. Non ero una gran mangiona e non ci tenevo a sperimentare nuovi piatti. Non che la nonna non ci avesse provato! Anzi, diverse volte ha tentato di cambiare il menù, ma non c’era niente che mangiassi così volentieri come la pasta al pomodoro. Mi piaceva però vederla muoversi sicura tra pentole e fornelli, padrona della sua cucina. Il vederla sorridere quando vedeva che quello che aveva preparato era piaciuto, mi faceva sentire felice. Questo ricordo riaffiora spesso nella mia memoria di recente.
Se mi venisse chiesto oggi quale fosse il mio piatto preferito, la risposta sarebbe: “Ogni piatto, è il mio piatto preferito”. Perché crescendo incontri molte persone e inconsciamente o consciamente ti lasciano qualcosa di loro. Ho iniziato a scoprire altri sapori quando stavo con un ragazzo di Varese. Sua mamma in cucina era davvero brava e ogni volta che ero ospite da loro cucinava dei piatti squisiti. Ho cominciato così a sentire e gustare sapori, odori e piatti diversi da quelli toscani e da quel momento sono diventata “affamata” di cibo. Il piatto, di quel periodo, che più mi è rimasto nel cuore sono i pizzoccheri. Gnam!
La mia curiosità verso il cibo ha raggiunto l’apice (o quasi…
), quando ho conosciuto Lorenzo. La prima volta che siamo usciti a cena insieme ero ancora “inesperta” in campo culinario, non sono una cima neanche adesso, ma non più una principiante. Con lui ho cominciato ad assaggiare ogni sorta di piatto, e mi sono scoperta affascinata da questo mondo. Quanto andiamo all’estero infatti, non mi rifugio più come un tempo da McDonald’s, ma bensì sono entusiasta all’idea di assaggiare qualcosa di nuovo.
Di recente ho visto un film che mi ha davvero colpito. Lo so che sulla cucina ci saranno milioni di film e di libri, ma questo è arrivato dritto al cuore. Il film in questione è Julie/Julia. Come le protagoniste, mi sono scoperta amante del burro! Mi ha fatto venir voglia di mettermi ai fornelli e di preparare qualcosa. Amo mangiare, è la cosa che faccio meglio ultimamente. E così ho deciso di fare qualcosa per me, qualcosa che mi facesse sentire bene e la cucina, cucinare mi fa sentire serena. Non sarò uno chef, ma come dice il marito di Julie nel film “neanche Julia Child è sempre stata Julia Child”
Vista l’ora vado a prepare qualcosa da sgranocchiare e visto che sono da me, ho deciso che mi preparerò una bruschetta pomodorini e mozzarella. Perché no anche un crostone con pecorino e speck! Non saranno nuove ricette
, ma quanto sono buone!!!!
Un abbraccio a tutti e buon appetito!
Preparativi….
18 mag 2012 Lascia un commento
in Bretagna Etichette: Bretagna, diario di viaggio, Francia del Nord, gatto, Ile de Sein, Mont Saint-Michel, Normandia, preparativi, tour

Prima di cominciare ci tenevo a dirvi che Gandalf si è aggiunto alla nostra famiglia. No, ma non quello del Signore degli Anelli, io sto parlando del mio micio che così è stato battezzato! Speriamo che non venga su complessato
Un gatto piccolo comunque è esattamente come un bimbo piccolo e te ne devi prendere cura sempre. Io già lo adoro, nonostante cominci a miagolare alle 7,00 di mattina perché non vede nessuno in giro per casa. Perciò benvenuto in famiglia Gandalf.
Bene, dopo questa rapida intro, passiamo a l’argomento di oggi, ovvero il viaggio estivo che, Lorenzo ed io, vogliamo fare quest’anno. Ci siamo scervellati molto, più che per organizzare il viaggio in Scozia. La meta è la Francia del Nord: Bretagna e Normandia. Dopo aver letto alcuni diari di viaggio e con la guida sotto mano però ci siamo resi conto che se davvero volevamo visitare queste terre dovevamo sceglierne una e così alla fine abbiamo optato per un tour solo in Bretagna. Così la prossima tappa era decidere se prendere l’aereo e noleggiare in loco un’auto oppure partire da Firenze direttamente con l’auto nostra. Lorenzo, memore delle spese dello scorso anno per il noleggio auto, preferisce partire con la nostra, mentre io, un po’ spaventata per le molte ore di guida che dovremmo fare, insistevo per andare con l’aereo e noleggiare l’auto là. Alla fine dopo aver vagliato entrambe le ipotesi e averne discusso fino allo sfinimento, Lorenzo mi ha convinta per l’auto. Così ci daremo il cambio almeno ogni paio d’ore. Arriveremo cotti, ma il bello sarà anche quello. Perciò visto che saremo sicuramente stanchi come prima tappa abbiamo scelto Bourges e da lì il mattino dopo inizierà il nostro tuor. Tour che comprenderà un paio di castelli della Loira, la Bretagna con la visita anche a ile de Sein e Mont Saint-Michel. Abbiamo così fissato subito un hotel in città e adesso non ci resta che cominciare a scegliere le varie tappe che faremo e scegliere quelle di sosta, per poi passare alla ricerca di hotel o cambrì d’hotes.
Nel prossimo post, vi aggiornerò sul proseguimento dei preparativi. Per adesso
Un abbraccio
ADESSO L’AQUILA
14 mag 2012 Lascia un commento
in Progetto Aquila Etichette: L'Aquila, Scandicci, terremoto
Sono passati tre anni dal terremoto che ha colpito l’Aquila e dintorni.
Non ero mai stata in Abruzzo e non avevo mai visitato L’Aquila. Ho fatto conoscenza con questa magnifica regione soltanto dopo il terremoto che l’ha devastata. Il 6 aprile 2009 il terremoto non ha spezzato soltanto delle vite, ma anche sogni. Il 2 giugno 2011 è stata la mia prima volta a L’Aquila, insieme ad alcuni compagni della giovanile di Scandicci. Quando si arriva, da lontano, sembra tutto in ordine, tutto a posto. Una città come un’altra insomma. Basta poco per rendersi conto che non è così, che quello che da lontano sembra intatto da vicino porta delle crepe e che dove prima c’erano interi palazzi adesso non resta che il vuoto. La prima volta che ho visitato la città sono rimasta sconvolta. Tutti i palazzi sono tenuti in piedi da enormi tiranti senza i quali crollerebbero. C’è un silenzio surreale che avvolge il centro storico e un forte odore di polvere e calcinacci che si posa sugli indumenti. Questo all’interno della “zona rossa”, zona del centro storico che abbiamo potuto vedere soltanto dopo richiesta accordata dal comune. In mezzo a tanta devastazione, ogni tanto trovi un coraggioso commerciante, che a proprio rischio e pericolo, ha riaperto la sua attività. Alcuni di loro ci hanno spiegato che hanno riaperto perché vogliono mandare un messaggio forte ai loro concittadini. Il messaggio è quello di non abbandonare il centro. Ti rendi conto così che il “miracolo berlusconiano” non esiste e che i soldi che gli italiani hanno inviato per la ricostruzione altro non sono serviti che a risistemare i danni creati dalla protezione civile dopo che hanno smontato le tendopoli e per la costruzione del Progetto C.a.s.e. di Berlusconi. Progetto che ha visto costruire 19 new town sparse intorno alla città e che hanno dato alloggio a un terzo della cittadinanza. Molti abitanti ancora oggi vivono negli alberghi messi a disposizione dopo il terremoto. C’è un’emergenza sociale rilevante, in quanto non basta costruire case per far si che gli aquilani tornino alla normalità. C’è bisogno di restituirgli una stabilità.
In mezzo a tutto questo dolore però, ho conosciuto delle persone stupende che ogni giorno lottano per rivedere la propria città tornare allo splendore di prima. Ho conosciuto ragazzi che non si risparmiano. Li ammiro per il coraggio e la forza che ci mettono ogni giorno per raggiungere quest’obbiettivo. Perciò, insieme ai ragazzi della giovanile di Scandicci, abbiamo deciso di buttarci nella realizzazione di un progetto. La seconda volta che siamo tornati a L’Aquila, ovvero aprile 2012, abbiamo trovato quello che pensiamo sia un bel progetto, ovvero la costruzione di un parco delle arti. Perché come molti ragazzi ci hanno fatto presente, è importante che ci sia un luogo di incontro. Stiamo, pertanto, organizzando una cena che ha lo scopo di raccogliere fondi per tale progetto. La cena si terrà il 20 giugno presso il Palazzetto dello Sport di Scandicci. Al termine della cena la compagnia Young del “Teatro Zeta” esporrà lo spettacolo “Insert Coin”.
Spero nella buona riuscita della serata, a presto.
Un abbraccio.
Paris
07 mag 2012 Lascia un commento
in Viaggi Etichette: Arc du Triomphe, boulangerie, Champs-Elysées, diari di viaggio, Giardini de le Tuileries, LE Galerie Lafayette, Louvre, Montmartre, Moulin Rouge, Notre-Dame, Pantheon, Pendolo di Foucault, Pigalle, Sacre Coeur, Sainte-Chapelle, Tour Eiffel
Quest’anno per il ponte del 25 aprile, Lorenzo ed io, abbiamo pensato di passare un paio di giorni a Parigi. Lui, per lavoro o piacere, c’era già stato. Io ancora no. Così prenotiamo il volo e l’hotel. L’hotel scelto, si trova nel Quartiere Latino ed ha la caratteristica di avere il bagno trasparente, idea che a me non entusiasma poi molto, ma alla fine cedo ed ha il letto in lievitazione (ovvero non ha gambe che lo sostengono).
Così il 26 aprile dopo un treno, una sita e un aereo arriviamo all’aeroporto CDG, ci muniamo di biglietto per il TGV e partiamo alla volta del Quartiere Latino. L’hotel non è distante dalla fermata e una volta giunti a destinazione saliamo per lasciare i bagagli. La stanza è immersa nel buio, illuminata soltanto da lampadine al neon, ed è davvero molto piccola. Si fa fatica a muoversi. In un primo momento, visto che di trasparente c’è solo la doccia e il lavandino, pensiamo che il bagno è fuori dalla stanza, ma ci rendiamo subito conto che quello che sembra uno sgabuzzino in realtà è il bagno
(chi soffre di claustrofobia è meglio che non ci entri!). L’unica nota positiva che ha risollevato il morale a Lorenzo è la macchiana del caffé della Nespresso, subito utilizzata! Lasciamo la stanza per un rapido giro del quartiere. Ci troviamo così a passeggiare nelle affollate stradine, piene di turisti, ma molto colorate nonostante il brutto tempo. Ad ogni passaggio l’odore delle spezie e del pane cattura la tua attenzione e non puoi non fermarti a fotografare le migliaia di boulangerie che tappezzano le strade! Decidiamo di entrare a visitare il Pantheon e la sua cripta, oltre a poter ammirare il magnifico pendolo di Foucault. Arriviamo fino a Notre-Dame, ma vista l’ora decidiamo di rimandare a domani la visita della cattedrale. Finiamo così con l’arrenderci a questi profumi e entriamo in quella che è una creperia. Assaggiamo per la prima volta la “GALETTE” (sono simil-crepes salate ma più croccanti e meno elastiche, preparate con farina di grano saraceno) e il sidro. Stanchi, dopo cena, decidiamo di tornare in hotel.
Fuori piove forte, i nostri piani di visitare i Giardini di Luxembourg, sono stati sabotati. Optiamo pertanto di entrare a visitare la Sainte-Chapelle. Muniti di ombrello aspettiamo il nostro turno per entrare. Visto che è all’interno del Palazzo di Giustizia bisogna passare il controllo prima di entrare nell’edificio. Una volta là scopro con enorme piacere che nei musei possono entrare gratis i ragazzi fino a 25 anni di età! Mi godo la cappella con rinnovato piacere! Una parte è in fase di ristrutturazione per tanto non si può ammirare una vetrata, ma nel complesso è molto bella! Prossima tappa Notre-Dame! Non c’è l’ombra né del Gobbo, né tantomeno di Esmeralda, ma la cattedrale ha un enorme fascino, all’interno mi delude un po’, ma nel complesso un posto da visitare senz’altro. Visto che la pioggia non accenna a rallentare scegliamo di andare al Louvre. Anche qua l’ingresso per me è gratis. E’ immenso, ma per fortuna una cartina ci viene in soccorso!
Per visitarlo tutto non basterebbe una giornata, ma noi decidiamo di seguire i punti indicati dalla mappa e visitare i quadri e le sculture principali. Passiamo da “La Venere di Milo” a “Amore e Psiche”, da “Le nozze di Cana” un quadro enorme, osservato da pochi perché di fronte a se ”La Gioconda” che gli ruba tutti gli sguardi. Per fare una foto con la donna dal sorriso emblematico, bisogna farsi spazio tra la folla. Passiamo poi al codice di Hammurabi, per concludere con un po’ di foto nell’immensa sala piena di gente. Una volta fuori, notiamo con piacere, che finalmente è uscito il sole e finiamo col prendere una baguette in un chioschino all’ingresso dei giardini de le Tuileries e ci sediamo dopo ore in piedi ad ammirare le bellezze del Louvre. Niente metro oggi. Una camminata infinita dai giardini de le Tuileries fino agli affollati Champs-Elysées fino ad arrivare a l’Arc du triomphe! Stanchi, ma non troppo prendiamo il metro e scendiamo alla fermata della Tour Eiffel. Foto a non finire, ma ci ripromettiamo di tornare domani sera ad ammirare lo spettacolo di luci.
Il mattino seguente nonostante le nuvole grigie minaccino pioggia, il tempo tiene fino a farci arrivare a Pigalle. La vista del Moulin Rouge, mi delude! In realtà l’intero quartiere, so che è rinomato per i suoi sexy shop, ma così mi pare davvero degradante. Il tempo grigio forse non migliora… Per arrivare al Sacre Coeur o si percorre una serie infinita di gradini oppure si sale con una funicolare. Secondo voi, noi cosa abbiamo scelto? Ovviamente la serie infinita di gradini. Ci vorrebbe l’ossigeno una volta su per chi è fuori allenamento come noi! La vista comunque è unica. Il quartiere dei pittori a Montmartre è super affollato da turisti. Tant’è che non riusciamo ad apprezzarne a pieno questa piazza e i suoi artisti. Fuggiamo dalla calca con i mano dei buonissimi macarons (È un dolce a base di meringhe comunemente farcito con marmellata e richiuso da due biscotti.). Entriamo nel pomeriggio a Le Galerie Lafayette, un po’ come Harrods a Londra. Quando stanchi torniamo verso l’hotel facciamo sosta in una boulangerie per una birra e una Orangina.
Il nostro weekend parigino termina con la vista notturna della Tour Eiffel, splendida illuminata! Sicuramente le molte boulangerie e patisserie mi hanno conquistata, come le baguette e i croissant. Conto già di tornare a gustare le meraviglie di questa splendida città, magari la prossima volta ci sarà il sole
Un abbraccio
Rimpatriata
04 set 2011 2 commenti
in Pensieri Etichette: amicizia, amore, distanza, pazienza
Giornata grigia. Quando il tempo è così anche il mio umore ne risente. Mi sono, però, coccolata leggendo un buon libro che non mi ha esattamente risollevato il morale, ma quanto meno ha sviato i pensieri che focalizzo su di me sugli sfortunati protagonisti di questo romanzo che spero, ma lo sarà senz’altro anche se non sono arrivata ancora alla conclusione della storia, a lieto fine. Tra l’altro stasera ho invitato le mie migliori amiche a cena da me, quindi bisogna rientri in carreggiata. Non ci vediamo da un paio di mesi, causa ferie estive, perciò avremo molto di cui parlare. Detto tra noi non vedo l’ora.
Barbara la conosco da una vita! Quando le nostre mamme si sono conosciute noi manca poco non eravamo ancora nate. E’ stata la prima persona che mi ha voluto bene. Abbiamo fatto le elementari e siamo cresciute insieme. Le allacciavo le scarpe e finivamo sempre in punizione, saltando così la ricreazione. Ricordo che quando eravamo piccole passavamo interi pomeriggi a giocare con le barbie in camera sua oppure veniva a chiamarmi sotto casa con la sua vocetta stridula (impossibile non sentirla
) e giocavamo nella piccola, ma affollatissima piazza davanti casa mia. Ricordo i piani di battaglia per giocare a pallavolo a scuola. Non siamo portate molto per lo sport e dovevamo difenderci in qualche modo e la nostra super battuta era micidiale…. Beh più o meno. Che vi aspettavate! Avevamo all’incirca 7-8 anni! Fantasia tanta, praticità poca
Ricordo pomeriggi passati con lei e le altre amiche a guardare i film horror a casa sua, ne vogliamo parlare? Uscivamo nel tardo pomeriggio d’inverno tutte terrorizzate, ma nessuna voleva ammetterlo! Fantastico!
Erika, invece, l’ho conosciuta alle medie. Venivamo da due scuole diverse, situazioni diverse. Una scuola privata io, pubblica lei. Ci trovammo subito! Fu amore a prima vista.
Addirittuara venivamo scambiate spesso per sorelle, tanto siamo simili! Entrambe perfettine e secchione, anche se non volevamo che nessuno ci chiamasse così, volevamo essere anche noi delle ribelli. Ricordo i pomeriggi a scappare dai ragazzi. Vi fa ridere vero? Lo so, ma ne eravamo spaventate. Nessuno ci aveva detto come dovevamo comportarci, siamo cresciute a forza di cartoni animati tipo Piccoli problemi di cuore o telefilm alla Dowson’s Creek. Capiteci! I primi passi in discoteca li abbiamo mossi insieme… Che imbranate! Ma che divertimento. Quando di ritorno stanche ci buttavamo a letto e ci cotonavamo i capelli, cercando di capire come mai nessuno c’avesse filato, con tanto di grissini e barattolone di nutella! Indimenticabili momenti!
Poi siamo diventati una compagnia. Le ho dovute dividere con altre persone, ma abbiamo superato alla grande anche questa prova. Un’estate, mentre Barbara era al mare ed Erika in montagna, mi stavo annoiando così presi ad uscire con mio fratello e i suoi amici e al rientro dalle ferie trascinai dentro anche loro due. Così altre avventure, momenti, storie. Litigate tante, ma anche tante riappacificazioni. Momenti di incomprensione, seguiti da attimi di chiarimento. Prima o poi dovrò scrivere un libro su quel periodo!
Sono la mia forza. Possiamo stare anche a mesi senza vederci, ogni tanto ci scriviamo per sapere se tutto ok, ma se una di noi avesse bisogno sono certa che le altre accorrerebbero. Tra noi è sempre stato così. Gli voglio un bene immenso. Perché sono le uniche che non mi giudicano. E se sbaglio non mi dicono “ecco te l’avevo detto”, ma mi danno la forza di cambiare e fare di meglio. C’è stato un periodo che pensavo di averle perse, non avete idea di quanto mi sia sentita sola e stupida. Il ragazzo con cui stavo mi aveva lasciato e loro le sentivo distanti, così mi sono chiusa in me e le ho tenute lontane. Dicevo che era tutto ok anche se stavo da schifo. Che cazzata è? Si, lo so. Se ci ripenso infatti non erano loro che si erano allontanate, ma io che le tenevo a distanza. Perché se gli avessi detto chiaramente che stavo uno schifo e che avevo bisogno di loro, sono sicura che avrebbero mollato tutto e avrebbero cercato di risollevarmi. Io per loro lo farei e più di una volta penso di averglielo dimostrato.
Ok tutto questo papiro perché volevo condividere con voi alcuni pensieri e ricordi che mi giravano in testa. Stasera gli cucinerò buonissimi petti di pollo fritti in salsa agrodolce accompagnati da riso freddo. Piatto assaggiato in Scozia.
E le inonderò con il racconto di 13 gg nella terra verde. Ovviamente non vedo l’ora di ascoltare le loro avventure estive.
Un abbraccio
La mia Scozia
27 ago 2011 3 commenti
Secondo giorno dopo queste vacanze scozzesi. L’altra mattina quando mi sono alzata ero convinta, per un brevissimo momento, di essere ancora tra tutto quel verde e che una volta uscita di stanza mi avrebbe accolto un Mr. Bill o una Mrs. Betty per la mega colazione, ma quando alzata e uscita dalla stanza ho trovato Lorenzo indaffarato con gli scatoloni per il trasloco sono tornata di botto alla realtà
Lo ammetto mi manca il brutto tempo e le sheep in mezzo alla strada. Sento la mancanza della cordialità degli abitanti scozzesi, del fidarsi nel lasciare la porta di casa aperta, dell’accoglienza. Sento addirittura la mancanza delle passing place e della guida a sinistra. Aurora me l’aveva detto che la Scozia non mi avrebbe mai potuto deludere e infatti non l’ha fatto. Ho addirittura cominciato a mangiare pollo… in tutte le salse… e non è tanto per dire! Infatti sto pensando di provare a cucinarlo pure io, se poi mi riesce (salsa compresa) vi informerò subito!
L’idea di andare a vivere là ce l’ho ancora, anzi adesso che ho toccato con mano la bellezza di quei luoghi ancora di più. Chissà magari Alexander, un mio amico scozzese :p trapiantato a Firenze, può darmi qualche dritta per il mio sogno di aprire un bellissio B&B.
Consiglierei a tutti di andare, almeno una volta, in Scozia. Per vari motivi… I miei sono i seguenti:
le immense montagne, nonostante non sia un’abile camminatrice, ammirarle è un piacere. I castelli, tanti e molto belli, anche quelli mezzi diroccati hanno comunque un loro fascino. I biscotti al burro, buonissimi! Le pecore, mucche che attraversano la strada (questo nelle highlands). Il tempo che cambia ogni secondo, esci che c’è il sole e dopo due minuti piove. I salmoni che risalgono la corrente, nonostante da noi non si siano voluti far vedere. I delfini a Chanonry Point. La storia, il suo passato e futuro. La mega colazione che Lorenzo riusciva a finire ogni mattina. Salsicce, bacon, uova e funghi. Il caos calmo delle rotonde che trovi nelle lowlands. I bagni pubblici ovunque, anche nel paesino più sperdudo delle highlands. L’acqua che fuoriesce praticamente ovunque da questo paese, che pare essere la sua anima. I colori contrastanti del verde dell’erba e del viola dell’erica. Il famosissimo mostro di Loch Ness che nonostante la nostra buona volontà non si è fatto vedere. Dei pavoni che ci stavano accerchiando per due misere patatine salt and shaked. Le spiagge nascoste e noi con il giubbotto addosso, mentre i bambini scozzesi facevano il bagno. La birra di Lorenzo e la mia Coca. La Irn-Bru, arancione e buonissima! Il mangiare nei pub con hamburger o salmone alla griglia. Il petto di pollo con riso. Schiacciare mezz’ora in farmacia per spiegare al Dr. un banale mal di testa: “ti fa male lo stomaco? Ci vedi bene? Hai la vista annebbiata? Quante volte ti viene al mese il mal di testa?” il tutto per avere una scatola di ibruprofene da 1,99 £ (in italia una cosa del genere la paghi almeno 8,00 €). La delusione del Jacobite Train ( quello di Harry Potter). La confusione della guida a sinistra., con Lorenzo che cercava la cintura di sicurezza sempre dalla parte sbagliata.
Un abbraccio.
P.s. Se qualcuno volesse aggiungere qualcosa a questa lista lo può fare. Commentate…. Commentate….. Commentate
P.P.s. La foto dell’Eilean Donan Castle l’ha fatta Lorenzo….
Da Pitlochry a Firenze
27 ago 2011 3 commenti
in Scozia Etichette: diari di viaggio, Falkirk Wheel, Rosslyn Chapel, Scozia, Torrdarach House B&B
Dopo il rientro a Firenze non ho avuto molto tempo per scrivere l’ultimo giorno in Scozia… Così lo faccio adesso. Dopo aver aiutato Lorenzo con il trasloco.
Siamo giunti così all’ultimo giorno del nostro tour in Scozia. Sono di un depresso che non immaginate. Mi sono innamorata di questi posti, delle persone e si perché no… pure del tempo pazzerello
Facciamo una mega colazione dello stupendo B&B di Pitlochry, salutiamo i suoi solari proprietari e partiamo alla volta di Falkirk. La città di Falkirk non è molto interessante, in quanto ci sono molte fabbriche e poco più, l’unica attrazione che potrebbe spingervi fin là è il Falkirk Wheel. Durante il tragitto il tempo si alterna, sole poi nuvole a tratti piove poi vicino Falkirk nebbia. Fortunatamente però quando arriviamo è uscito il sole e possiamo ammirare il Falkirk Wheel, questa bellezza ingegneristica. In pratica è un elevatore di barche ruotante. L’ingresso è gratuito a meno che non vogliate salire su una barchetta per provarlo. Noi abbiamo scattato un sacco di foto durante la sua corsa di salita e discesa delle imbarcazioni. Guardiamo l’ora e visto che sono le 10,30 decidiamo di andare alla Rosslyn Chapel. Diventata molto turistica dopo l’uscita del Codice da Vinci di Dan Brown. La cappella è davvero meravigliosa, peccato fosse veramente affollata, c’era un sacco di visitatori sia fuori che dentro. Ma è talmente affascinate e misteriosa che ne è valsa la pena. Ogni particolare all’interno è stato studiato nei minimi particolari… Vi consiglio di andare a visitarla (nonostante la folla). Usciamo e andiamo verso l’aeroporto per lasciare l’auto. Nostra compagna di viaggio, una volta là solita routin per l’imbarco. Stavolta il passaggio al metal detector è andato bene per me, ma Lorenzo nello zaino si era scordato la bomboletta dell’Autan. Spiegato l’inconveniente siamo passati oltre e siamo andati a mangiare qualcosa perché io non ne potevo più
Dopo due ore e mezza di volo eccoci di nuovo qua. Abituati al clima scozzese il caldo ci ha subito dato noia.Affamati, in aeroporto a Pisa, abbiamo mangiato un piatto di Ravioli al ragù e subito dopo preso il treno per Firenze. La vacanza è proprio finita.
Un abbraccio








